ore 21.15
Fontemaggiore
Apologia di Socrate
di Platone
con Claudio Carini
riduzione e adattamento del testo Claudio Carini
scenografia Maurizio Bercini
regia Jurij Ferrini
Socrate si difende con una stringente logica che finisce per imbrigliarlo sempre più.
Gli ateniesi, i giudici, il pubblico accorso ad assistere al processo decide per una condanna a morte. Socrate è un uomo libero, pacato, logico e appassionato, saggio e impavido di fronte alla morte, una morte che non lo può spaventare perché lui “sa di non sapere” cosa ci sia dopo. Curioso verso la vita e verso la morte allo stesso modo. Un uomo di cui il nostro mondo avrebbe ancora bisogno: distaccato dai beni materiali, dal potere, dalla staticità ideologica. Un rivoluzionario, un terrorista che usa la logica al posto del tritolo, ma non per questo è meno pericoloso per i suoi concittadini che dormono sonni tranquilli fra le coltri delle loro certezze. Socrate è scomodo, trasforma le piume dei cuscini degli ateniesi in chiodi. Così si decide di eliminarlo. E lui non combatte ma argomenta. Collabora con gli ateniesi per trovare la sua vera colpa e infliggersi la giusta punizione. Sceglie il veleno, la cicuta. La morte che forse gli pareva meno dolorosa. Un genio del pensiero.
E ci chiediamo quanti liberi pensatori siano rimasti oggi. E che fine faremmo fare loro
se venissero a tirarci per la giacca quando siamo in poltrona con il telecomando in mano.